Una questione di proporzioni
I centri di Future Harvest spendono meno del 2% del proprio bilancio
generale per la manipolazione genetica. Pur triplicando o quadruplicando tale
percentuale, essi non acquisterebbero molto, giacché la ricerca incentrata
sugli OGM è molto costosa. Il modesto investimento del CGIAR negli OGM può
tuttavia agevolare la realizzazione di alcuni progetti specifici mirati ai
piccoli coltivatori poveri che hanno sempre beneficiato in misura notevole del
lavoro svolto dai centri. Il settore privato in genere non investe nel
miglioramento delle colture a favore degli agricoltori poveri. I centri di
Future Harvest continueranno a farlo e se è vero che sono ancora interessati
nelle biotecnologie, non prevedono nell’immediato che gli OGM sostituiranno la
ricerca sulle varietà selezionate in modo tradizionale. Queste hanno sempre
rappresentato il punto di forza dei centri, i quali hanno ottenuto risultati
spettacolari. Attualmente circa 55 milioni di ettari di terreno nei paesi in
via di sviluppo sono seminati per coltivare il frumento sviluppato dal CIMMYT
con l’ausilio di tecniche di coltura tradizionali. Questo frumento è fonte di
quattro quinti della produzione ed ha incrementato il raccolto di grano di 1,1
milioni di tonnellate l’anno.
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International Plant Genetic resources
Institute
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00057 Maccarese
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www.futureharvest.org
IPGRI è
un centro di Raccolto Futuro assistito dal Gruppo Consultivo
sulla Ricerca Agricola Internazionale (CGIAR)
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La biotecnologia comprende un’ampia gamma di attività, dalla più antica
lievitazione del pane per mezzo di microrganismi alle possibilità finora
inimmaginabili della medicina, e ognuna di esse comporta un insieme di rischi e
di opportunità. Questo documento tratterà solo una delle applicazioni
biotecnologiche: gli organismi geneticamente modificati o OGM. Tutti gli OGM
necessitano della biotecnologia, ma non sono sempre il prodotto di quest’ultima.
Gli organismi geneticamente modificati (talvolta chiamati anche
organismi geneticamente ingegnerizzati o organismi viventi modificati) sono
sostanze viventi in cui il patrimonio genetico è stato direttamente alterato.
In una data fase della vita dell’organismo geneticamente modificato o nei suoi
ascendenti, gli scienziati hanno aggiunto fisicamente uno o più geni. Se quei
geni fossero prelevati da una specie diversa l’OGM che ne risulterebbe si
chiamerebbe transgenico.
È la manipolazione diretta dei geni a definire un OGM. Gli orticoltori
hanno impiegato18 anni di coltura convenzionale prima di riuscire a produrre
una fragola ornamentale dalle foglie rosa (Fragaria)
effettuando un incrocio con una specie diversa, la Potentilla.
La varietà dalle foglie rosa è ampiamente disponibile e
pur contenendo geni di una specie diversa non è un OGM né un organismo
transgenico poiché è stato prodotto tramite una coltura convenzionale.
La manipolazione genetica può migliorare in vari modi l’efficienza
dell’allevamento vegetale e animale. Per esempio un allevatore realizzerà un
incrocio tra due genitori al fine di combinare le buone qualità di entrambi
ottenendo una progenie ancora migliore. Una varietà produttiva di frumento può
essere sensibile ad una malattia mentre un’altra varietà, di qualità
generalmente inferiore, è resistente ad essa. Incrociando le due varietà il
gene della resistenza si aggiunge in alcuni discendenti, ma anche altri geni,
che riducono la qualità globale, saranno trasmessi inevitabilmente alla progenie.
Saranno necessarie molte più generazioni di colture per eliminare le qualità
scadenti. Se i geni che conferiscono la resistenza alle malattie possono essere
isolati da un genitore ed introdotti direttamente nell’altro, si potranno
cancellare diversi anni di ritardo.
Un altro vantaggio della manipolazione diretta consiste nel fatto che
l’allevatore ha accesso ad una più ampia serie di geni. Una caratteristica
desiderata, per esempio la tolleranza alla siccità o alla salinità, può non
essere disponibile nelle specie bersaglio o nei parenti vicini. Se quei geni
sono presenti in un’altra specie, possono essere introdotti nelle specie
bersaglio migliorando così il loro rendimento in un particolare contesto
agricolo.
Infine, la manipolazione diretta può essere l’unica scelta se vogliamo
evitare di aspettare eternamente che la natura offra i miglioramenti
desiderati. Il miglioramento della banana e della banana da legume per mezzo
dei sistemi tradizionali è per la loro stessa natura estremamente difficile. La
produzione di OGM offre la possibilità di potenziare tali colture da cui
dipendono 400 milioni di persone, nella maggior parte dei casi piccoli
coltivatori.
Gli OGM in agricoltura
La modificazione diretta del materiale genetico è dunque fonte di speranza
per la realizzazione di miglioramenti vari nel settore agricolo. I centri di
Future Harvest peccherebbero di negligenza se non considerassero l’utilizzo di
OGM per migliorare la sicurezza alimentare e le condizioni di vita dei più
indigenti, in particolare nei paesi in via di sviluppo. Gli OGM pongono
tuttavia diversi problemi etici che non possono essere trascurati. I centri di
Future Harvest hanno adottato quattro principi guida per affrontare le
questioni di etica che possono sorgere in relazione alla ricerca nel settore
alimentare e ambientale a vantaggio dei paesi in via di sviluppo: equità,
curatela delle risorse genetiche, rispetto, responsabilità ed integrità in
ambito scientifico e vantaggi sociali. I centri applicheranno tali principi
ogni qualvolta dovrà essere preso in considerazione il ricorso alla
manipolazione genetica per il miglioramento delle colture.
Dal momento che i centri di Future Harvest operano per il bene pubblico,
tutti gli scienziati che collaborano con i centri si conformano alle norme
etiche e morali più rigorose. Per gli OGM, così come per altre biotecnologie,
ciò significa soppesare costantemente i guadagni a breve termine rispetto alle
ripercussioni a lungo termine. I guadagni a breve termine possono contribuire
ad alleviare la povertà, ma i centri di Future Harvest guardano con prudenza ai
potenziali influssi positivi e negativi a lungo termine. Per esempio alcuni
affermano che gli OGM gioveranno alla sostenibilità ambientale. I centri di
Future Harvest sottolineano che ciò non deve avvenire a spese degli indigenti e
degli affamati e la ricerca di una maggiore produttività attraverso gli OGM non
dovrà compromettere le risorse e la diversità di cui avranno bisogno le
generazioni future per svolgere le ricerche necessarie.
Pareri simili illustrano la posizione dei centri di Future Harvest in
merito ad aspetti della biosicurezza, che risulta spesso particolarmente
interessante nel caso degli OGM. Collaborando con i partner della ricerca i
centri garantiscono l’applicazione delle norme più rigide in materia di
biosicurezza ed operano solo in quei paesi in cui sono applicati i regolamenti
sulla biosicurezza. Il rafforzamento delle capacità costituisce un aspetto
importante di tali rapporti di collaborazione.
Una biotecnologia adeguata
Nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo l’agricoltura è un
settore dominante dell’economia. La popolazione dei paesi industrializzati,
dove il costo degli ingredienti greggi è un elemento di minore importanza negli
alimenti spesso sovratrattati, sovraimballati, sovrabbondanti di cui si nutre,
può permettersi di sdegnare i vantaggi degli organismi geneticamente
manipolati. Le persone che non hanno da sfamarsi perché non possono produrre o
acquistare alimenti in sufficienti quantità potrebbero avere una diversa
opinione al riguardo.
Ma se le opportunità per gli OGM nei paesi in via di sviluppo sono
maggiori, lo sono anche i costi. L’infrastruttura per la valutazione e il
controllo dell’impatto degli OGM può non essere adeguata, così come potrebbero
essere inadatti gli strumenti necessari per stabilire le condizioni in cui
possono essere utilizzati e per sorvegliare le stesse.
Questa però non è una ragione valida per rinunciare all’utilizzo di OGM.
Anzi, i centri di Future Harvest, grazie all’impegno per la cooperazione, il
rafforzamento della capacità e la scienza etica, hanno un motivo valido per
aiutare i paesi in via di sviluppo a prendere decisioni sull’adozione e
l’utilizzo di OGM.
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