Nella regione andina le comunità di agricoltori utilizzano più di 3.000 varietà di patate, mentre a Giava gli agricoltori possono piantare fino a 600 varietà nello stesso orto. Questa enorme diversità contribuisce a garantire una disponibilità di derrate alimentari adeguata e stabile, dotate anche di eccellenti qualità nutrizionali. Può inoltre costituire una garanzia contro l’eventuale distruzione di interi raccolti per opera di parassiti, malattie o condizioni climatiche avverse.

 

 

 

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Sicurezza alimentare

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Le Risorse Fitogenetiche per la sicurezza alimentare

Durante il secolo appena trascorso, l’agricoltura mondiale ha ottenuto successi spettacolari nell’intento di soddisfare le crescenti necessità alimentari. Tuttavia, a seguito dell’aumento della popolazione del nostro pianeta che, secondo le previsioni, proseguirà fino a stabilizzarsi sui 9 miliardi di unità, ci troviamo di fronte ad una sfida eccezionale. Secondo le stime della FAO, nei prossimi 50 anni la produzione di derrate alimentari dovrà registrare un incremento superiore al 75% e, intanto, fenomeni quali l’urbanizzazione e i mutamenti nello stile di vita delle popolazioni determineranno un aumento della domanda di prodotti alimentari più diversificati. La produzione agricola dovrà, quindi, crescere a ritmi mai raggiunti in passato.

Per soddisfare tale necessità di maggiore disponibilità di derrate alimentari, sarà necessario utilizzare una gamma più ampia della diversità genetica vegetale esistente sul pianeta, oltre che farne un uso migliore. Naturalmente, aumentando la produttività delle colture sarà possibile avere maggiori garanzie di disponibilità di prodotti per uso alimentare. A tal fine, gli agricoltori necessiteranno di nuove varietà, adattabili a condizioni ambientali diverse, senza però aumentare l’impiego di fertilizzanti e altri prodotti chimici. A causa della limitata superficie coltivabile sul nostro pianeta, ogni nuova generazione di varietà dovrà essere maggiormente produttiva rispetto a quelle precedenti.

Utilizzo della diversità
La scarsa sicurezza alimentare non caratterizza – e non caratterizzerà in futuro – i soli paesi in via di sviluppo. Secondo il Rapporto pubblicato dalla FAO nel 1999 sulla insufficiente sicurezza alimentare nel mondo (Report on the State of Food Insecurity in the World), 8 milioni di persone nei paesi industrializzati e 26 milioni di individui nei paesi in transizione soffrono di denutrizione. Tuttavia, la stretta correlazione esistente tra povertà e fame implica un’incidenza del problema notevolmente maggiore nei paesi in via di sviluppo. Secondo i dati più recenti pubblicati dalla FAO, oggi circa 800 milioni di persone nelle aree in via di sviluppo non hanno cibo a sufficienza. In occasione del Summit Mondiale sull’Alimentazione del 1996, i leader di tutto il mondo si sono impegnati a ridurre queste cifre del 50% entro il 2015 ma, se i progressi continueranno secondo i ritmi attuali, non vi è alcuna possibilità di raggiungere detto obiettivo.

La diversità genetica conferisce alle varie specie la capacità di adattarsi ad ambienti mutevoli, così come a nuovi parassiti, malattie e nuove condizioni climatiche. Le risorse fitogenetiche, ovvero la componente della diversità genetica realmente o potenzialmente utilizzabile dall’umanità – forniscono la materia prima per la coltivazione di nuove varietà colturali. Queste, a loro volta, costituiscono le fondamenta di sistemi di produzione più produttivie maggiormente resistenti, in grado quindi di sopportare condizioni di siccità o pascolo eccessivamente intensivo e di ridurre il rischio di erosione del suolo. L’utilizzo della diversità genetica per la produzione di colture più forti e produttive, sia in azienda , tramite esperimenti in campo, sia in laboratorio, tramite sofisticate procedure di trasferimento di geni, resta probabilmente la miglior via da seguire per garantire la nostra sicurezza alimentare e qualla dei nostri figli.

Utilizzando varietà diverse di colture, gli agricoltori possono migliorare la capacità di soddisfare i propri bisogni alimentari. Varietà diverse possono offrire diversi sapori, possono maturare in periodi differenti o possedere svariate qualità culinarie. Alcune di esse crescono bene su terreni sabbiosi, mentre altre richiedono abbondanti quantità d’acqua. Ciò che più conta è che la diversità genetica contenuta nelle molteplici varietà fornisce agli agricoltori, agli esperti della selezione vegetale valide opzioni per lo sviluppo di colture nuove, più produttive e resistenti a parassiti e siccità, tramite la selezione e il miglioramento genetico. Potrebbe risultarne un’ampia varietà di colture, coltivate in qualsiasi regione del nostro pianeta.

Forse, l’argomentazione migliore a favore della conservazione della diversità nei sistemi produttivi agricoli è costituita proprio dalla difesa contro l’instabilità che deriverebbe dalla mancanza di diversità. La carestia che ha colpito l’Irlanda a seguito della distruzione dei raccolti di patate, colpiti da una epidemia fungina, provocò la morte di un milione e mezzo di persone mentre un altro milione e mezzo furono costretti ad emigrare. È questo forse l’esempio più celebre e toccante delle conseguenze disastrose della dipendenza da un numero limitato di colture e varietà.

Il valore della diversità va oltre la sua funzione di sostegno a sistemi produttivi stabili in ambienti marginali. Secondo le stime ufficiali, la popolazione mondiale aumenta ogni anno di 80 milioni di unità, e tale incremento comporterà un aumento formidabile delle necessità alimentari.

Eppure le risorse genetiche si estinguono a un ritmo senza precedenti. Ogni anno vanno distrutti più di 15 milioni di ettari di foresta tropicale e, secondo le previsioni degli esperti, l’8% delle specie vegetali corre il rischio di estinzione nell’arco dei prossimi 25 anni. Negli ultimi 50 anni, nuove varietà uniformi hanno preso il posto di diverse migliaia di varietà locali in vaste aree produttive. Tale riduzione di diversità genetica avrà notevoli ripercussioni a lungo termine sulla sicurezza alimentare.

Le risorse fitogenetiche costituiscono una ricchezza essenziale per far fronte alle problematiche alimentari che ci si presentano oggi e a quelle che ci saranno poste in futuro. L’utilizzo scrupoloso ed una gestione intelligente della diversità genetica rappresentano forse il modo migliore per poter continuare a fare dell’agricoltura l’attività di sostentamento e, possibilmente, di miglioramento della nostra vita e di quella delle generazioni a venire.
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